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13 April, 2021

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BEAUTY NEWS

of the day


Dimenticate il classico Vichy romantico e bon ton, ora sperimenta i nuovi trend

Non c'è primavera dove non si parli di questo tessuto romantico dal sapore provenzale. E noi lo abbiamo fatto in tante occasioni, celebrando le icone di stile che lo hanno indossato in passato rendendolo un cult, provando a copiare il loro stile, e proponendovi anche delle soluzioni low cost. Ma cosa ci dicono i nuovi trend? Se nelle precedenti stagioni i pezzi in passerella si limitavano a celebrare questo stile bon ton e senza tempo, la Primavera Estate 2021 fa un passo verso il futuro, proponendo il Vichy in una nuova versione estremamente contemporanea.

Questa volta il Vichy abbandona i classici quadretti rossi o neri per tingersi di nuance accese, come il viola, il verde e l'arancio. Da Alessandra Rich e da Genny viene mescolata ad altre stampe, mentre Christian Siriano declina la celebre stampa in versione optical, realizzando un intero guardaroba dedicato, con abiti di tagli e lunghezze diverse, blazer, gonne, pantaloni e persino cappelli e mascherine, da indossare in total look. 

Non solo: ora i quadretti Vichy esplorano nuove silhouette - mettendo da parte quelle più classiche -, e giocano con il mix and match. Philosophy di Lorenzo Serafini, per esempio, punta sui layer sovrapponendo un top e un abito Vichy a una camicia maschile e a un tank top, e completando il tutto con calosce, guanti e cappello crochet. Ami, invece, mixa quadretti di misure diverse abbinando una camicia dal sapore grunge e una pencil skirt con spacco. Il look è completato da un top d'ispirazione sportiva e da un paio di sneakers.

Insomma, non ci sono più limiti per i quadretti Vichy. Il segreto per indossarlo non è più legato al concetto di ‘semplicità’ ma piuttosto a quello di ‘libertà’. 

Copia il look
Audrey Hepburn: i look Vichy per uno stile romantico
3 look di Audrey Hepburn con l'iconica stampa a quadretti da copiare

Guardate la gallery dedicata alla stampa a quadretti Vichy con tutti i look delle sfilate Primavera Estate 2021.

Philosophy di Lorenzo SerafiniPhilosophy di Lorenzo SerafiniPhilosophy di Lorenzo SerafiniAmiRodarteAltuzarraAltuzarraAlessandra RichAlessandra RichChristian SirianoChristian SirianoChristian SirianoChristian SirianoChristian SirianoChristian SirianoGennyGennyGenny


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I viaggi di Christian Louboutin racchiusi nella nuova collezione di scarpe e borse 2021  “Ho viaggiato nella mia testa fin da quando ero bambino, guardando le riviste delle agenzie di viaggio e immaginando mesi di viaggio con lo zaino in spalla, prenotando finte notti in hotel e biglietti del treno, incontrando persone da tutto il mondo, imparando lingue sconosciute” - ha dichiarato il designer - "Da lì, ho fatto di questo sogno la mia vita quotidiana. Ma recentemente, ho viaggiato in un modo totalmente diverso - senza muovermi affatto".

Christian Louboutin racconta con dovizia ogni particolare attraverso una creatività patchwork gioiosa, proprio come un moderno Marco Polo, esaltando le arti artigianato locali: da qui nasce la nuova capsule CARACABA, disponibile sull'e-shop dal 28 Aprile e poi in store.

Caratterizzato dalla firma "Louboutin" ricamata a mano, ogni lettera rivisita le ispirazioni e le destinazioni più iconiche del designer, dal vibrante MEXICABA, fino alla sontuosa e dettagliata CABARAPARIS. Debutta anche l'esclusiva stampa TAROT, disegnata appositamente per la Maison: ispirata al famoso mazzo di Tarocchi di Marsiglia, il motivo mette in risalto le carte degli Arcani Maggiori.

Con la sua base quadrata e le borchie rivisitate, l'iconica borsa CARACABA presenta le dimensioni ideali per contenere l'essenziale, ideale per i piccoli viaggi o per le giornate colme d'impegni.

Per l'occasione, Christian Louboutin farà una donazione a La Source, un'associazione francese che mira ad ampliare gli orizzonti dei giovani fornendo loro i mezzi per esprimersi in modo creativo.

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Questa primavera, la manicure realizzata con lo smalto semipermanente mani trasmette positività. L'unica regola è usare il colore, ma non uno, bensì una combinazione pop di tinte fluo o pastello in match con disegni creativi. I trend più popolari che arrivano da Instagram privilegiano la nail art al semplice smalto monocromatico. Come suggeriscono anche le tendenze make-up con focus sugli occhi, le unghie diventano la tela per esprimere la propria espressività, per giocare e sperimentare attraverso forme e shade che fanno sentire bene. La manicure non è solo un elemento di bellezza, simbolo di unghie curate, ma è un elemento stilistico in match con la personalità. A mandorla, corta o a stiletto, la lunghezza e la forma dell'unghia non definiscono il tipo di nail art, ma rispecchiano solo il gusto personale. 

Unghie blu e smalto color cielo: 20 ispirazioni streetstyle per portali su mani e piedi 
Smalto PetrolioEdward BerthelotSmalto AzzurroChristian VierigFranch Manicure con blu tipsJeremy MoellerSmalto blu evidenziatoreKirstin SinclairSmalto Acqua MarinaEdward BerthelotSmalto con i brillantiniEdward BerthelotSmalto pastelloKirstin SinclairSmalto celesteVanni BassettiSmalto blu glitterEdward BerthelotSmalto denim chiaroJeremy MoellerSmalto carta da zuccheroEdward BerthelotSmalto TurcheseJeremy MoellerUnghie blu con dettagliAlfie GoodrichSmalto blu fiordalisoEdward BerthelotSmalto blu reale Edward BerthelotSmalto blu notteEdward BerthelotEffetto cieloStreetstyleshootersSmalto blu pavoneKirstin SinclairSmalto blu polvereEdward BerthelotSmalto cieloChristian Vierig
Aurora nails

Questa manicure Instagram friendly illumina le unghie come un highlighter. Il trend arriva dalla Corea del Sud e si ispira ai colori dell'Aurora Boreale. L'aspetto iridescente, che ricorda le conchiglie e le code di sirena tanto quanto lo spettacolo di luci più affascinante che ci sia, si ottiene con degli appositi gel per le unghie. Mentre, l'alternativa allo smalto semipermanente mani sono gli smalti dalle sfumature iridescenti. Il finish scintillante cambia colore con il movimento delle dita e crea un effetto futuristico sotto alla luce. 

Passione Unghie, brand di riferimento per lo smalto semipermanente e i prodotti professionali per le unghie, ha chiamato questo effetto cangiante Sirena Cat's Eye, reso possibile grazie all'utilizzo del magnete che regala sfumature uniche e leggermente olografiche

Rainbow Manicure

Sullo stesso stile Aurora è la rainbow manicure sfoggiata da Chiara Ferragni. In casa Ferragnez ormai le unghie sono una cosa seria - Fedez ha annunciato che lancerà la sua linea di smalti - e la coppia si affida spesso alla nail artist Isabella Franchi, in arte @unghiedellamadonna. Le unghie di Chiara, che ultimamente ama sperimentare con sticker, fiamme e colori pop, sono caratterizzate da tinte fluo cangianti. Un'idea dal mood divertente e giocoso. 

Da Olive and June le chiamano unghie pastel ombré. L'effetto è lo stesso, cambiano solo le shade che sono più tenui. Per realizzarle basta scegliere due nuance pastello simili e applicarle sulla stessa unghia senza aspettare che lo smalti asciughi. Sono necessarie due passate, poi si stende il top coat che lucida, sigilla e amplifica l'effetto luminoso. 

Indie nails

Esprimersi attraverso le unghie: è questo l'approccio semi-serio delle indie nails, ovvero unghie colorate, creative, con pattern fantasia. Non esistono regole, la manicure è un modo per esprimere diversi tratti della personalità. Ogni unghia è unica e gli accostamenti devono essere il più originale possibile, per tornare un po' bambine. 

French manicure colorata

La french manicure dalla forma a mandorla è molto attuale nella sua versione rainbow, con un colore diverso per ogni unghia. Per dare un twist in pieno mood primavera 2021, si possono decorare le tip con dei disegni: frutta, smile e soprattutto fiori, elementi figurativi che aggiungono un tocco girlish

Smile Nails

Non sono una novità perché la nail artist di Chiara Ferragni @unghiedellamadonna, le aveva già lanciate l'anno scorso, mettendo la firma su un nail look che continua a essere replicato anche questa primavera. Per realizzarle si possono applicare degli sticker oppure si disegnano gli smile a mano libera utilizzando lo smalto semipermanente. Il potere del sorriso contagia anche le unghie, indipendentemente dall'età. 



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Michael Kors, tra jet set sofisticato e glamour pragmatico, celebra tutte le sfumature della personalità dei suoi item iconici: in occasione del lancio della collezione primavera estate 2021 MICHAEL Michael Kors Signature. Capi e accessori con l'emblematica logo mania del brand, sono caratterizzati dall’inconfondibile grafismo stilizzato con le iniziali MK e diventano protagonisti degli inediti scatti street style realizzati in esclusiva con le influencer Leonie Hanne, Tamara Kalinic e Teresa Gonzalvo. Per un’interpretazione dei sogni total look.

Nato nell’atmosfera Art Dèco della stagione autunno inverno 2000, dall’incontro tra la firma del fondatore e da un bozzetto improvvisato sui banchi di scuola, il logo Signature compare più volte nella storia di Michael Kors – indimenticabile l’introduzione nella collezione del 2004 per il lancio della linea di accessori - in forme leggermente rivisitate, per nuove categorie di prodotto. Ora è tornato per restare, in un’iterazione definitiva che, grazie al design pulito, classico ed essenziale, incarna perfettamente lo spirito del brand americano, ormai all’apice dell’awareness e della riconoscibilità.

Oggi, infatti, indossare un trench, una Bradshaw bag o uno stivaletto firmato Michael Kors è una dichiarazione d’intenti e di stile ben precisa che si declina in modo diverso a seconda della personalità di chi lo indossa; è per questo che, per raccontare la nuova collezione, il marchio ha proposto alle tre seguitissime trendsetter di dare la propria interpretazione a capi e accessori. Il risultato? Outfit dal carattere forte, animati dalle infinite possibilità di MICHAEL Michael Kors Signature.

I capi della collezione MICHAEL Michael Kors Signature indossati dalle influencer sono disponibili sul sito ufficiale del brand, in tutte le boutique del marchio e presso i retailer selezionati.

Fra i selfie rischiarati dalla luce delle più belle golden hour europee, nel feed di Leonie Hanne compaiono tre sofisticate mise metropolitane Michael Kors e, in ogni look, spicca l’iconica Bradshaw bag. Proposta in due varianti, a spalla con tracolla e nel pratico modello Messenger, la borsa dalla silhouette anni Novanta eleva ciascun outfit, dal più chic al più sportivo, grazie al contrasto cromatico tra la liscissima pelle punteggiata da finiture lucide e il colore del cotone dei trench Signature.Leonie Hanne
Fra i selfie rischiarati dalla luce delle più belle golden hour europee, nel feed di Leonie Hanne compaiono tre sofisticate mise metropolitane Michael Kors e, in ogni look, spicca l’iconica Bradshaw bag. Proposta in due varianti, a spalla con tracolla e nel pratico modello Messenger, la borsa dalla silhouette anni Novanta eleva ciascun outfit, dal più chic al più sportivo, grazie al contrasto cromatico tra la liscissima pelle punteggiata da finiture lucide e il colore del cotone dei trench Signature.
Leonie HanneLeonie HanneLeonie HanneLeonie HanneEyewear designer e queen indiscussa dei changing reel, Tamara Kalinic mostra un look d’impatto che rispecchia il suo carattere forte; ironico, ottimista e vivace. La it-girl crea un outfit iper-coordinato, abbinando trench e bucket hat, entrambi denim, a stivaletti combat bianchi e borsa a spalla Bradshaw abbinata. Mentre lo styling strizza l’occhio alla cultura urban, ogni pezzo è ricoperto di Signature MK in jacquard.Tamara Kalinic
Eyewear designer e queen indiscussa dei changing reel, Tamara Kalinic mostra un look d’impatto che rispecchia il suo carattere forte; ironico, ottimista e vivace. La it-girl crea un outfit iper-coordinato, abbinando trench e bucket hat, entrambi denim, a stivaletti combat bianchi e borsa a spalla Bradshaw abbinata. Mentre lo styling strizza l’occhio alla cultura urban, ogni pezzo è ricoperto di Signature MK in jacquard.
Tamara KalinicTamara KalinicTamara KalinicÈ il momento di una svolta romantica e confortevole per MICHAEL Michael Kors. Teresa Gonzalvo sorprende con due interpretazioni della collezione molto diverse. La prima, activewear, presenta un classico trench beige insieme a top sportivo e cycle pant Signature; il tutto abbinato ad un paio di sneakers bianche con logo nei dettagli del design. Ideale per trascorrere le prossime vacanze estive, la seconda proposta è boho-chic: la Bradshow bag in liscissima pelle marrone si abbina a sabot intrecciati e risalta sulla tutina bianca in canapa.Teresa Andrés Gonzalvo
È il momento di una svolta romantica e confortevole per MICHAEL Michael Kors. Teresa Gonzalvo sorprende con due interpretazioni della collezione molto diverse. La prima, activewear, presenta un classico trench beige insieme a top sportivo e cycle pant Signature; il tutto abbinato ad un paio di sneakers bianche con logo nei dettagli del design. Ideale per trascorrere le prossime vacanze estive, la seconda proposta è boho-chic: la Bradshow bag in liscissima pelle marrone si abbina a sabot intrecciati e risalta sulla tutina bianca in canapa.
Teresa Andrés GonzalvoTeresa Andrés Gonzalvo


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Amanda, Georgia and Jackie è il titolo del servizio scattato da Jackie Nickerson per il numero di aprile di Vogue Italia. Lo styling è stato affidato ad Amanda Harlech

Gli abiti e gli accessori di questo shooting sono della collezione Fendi Fall/Winter 2021-22. Kim Jones è Artistic Director of Couture and Womenswear Collections; Silvia Venturini Fendi Artistic Director of Accessories and Menswear Collections; Delfina Delettrez Fendi Jewellery Creative Director.

Ecco alcune immagini. 

Gilet di pelliccia patchwork di volpe riciclata.
Gilet di pelliccia patchwork di volpe riciclata.
Jackie NickersonGiacca con scialle di visone-piuma con frange, cintura con fibbia Fendi O’lock, shorts in jersey di piquet. Orecchini Fendi O’lock in metallo dorato.
Giacca con scialle di visone-piuma con frange, cintura con fibbia Fendi O’lock, shorts in jersey di piquet. Orecchini Fendi O’lock in metallo dorato.
Jackie NickersonReggiseno in maglia di cashmere goffrata.
Reggiseno in maglia di cashmere goffrata.
Jackie Nickerson

Crediti moda: Photography by Jackie Nickerson Styling by Amanda Harlech Model: Georgia Palmer @ IMG Hair Soichi @ Art Partner Make-up Laura Dominique @ Streeters Manicure Pebbles Aikens @ The Wall Group Set Design Thomas Petherick @ Streeters On Set Farago Projects

Sfogliate il servizio sul numero di aprile di Vogue Italia, in edicola dal 7 aprile

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The Nevers Serie tv: la guida ai personaggi e alla storia

In uno splendido affresco al femminile, ambientato nell’epoca vittoriana londinese ma in salsa sci-fi, il 40enne Tom Riley sa farsi da parte al servizio di una storia, The Nevers, nata dal creatore di Buffy-L’ammazzavampiri, Joss Whedon. La serie, dal 12 aprile in onda su Sky Atlantic e on demand su NOW, lo vede nei panni ricercati di Augie, membro dell’alta società sempre troppo attento all’etichetta e succube del giudizio della sorella maggiore. Per fortuna c’è chi gli guarda le spalle, il miglior amico Hugo (James Norton), un pansessuale imprenditore ricco ed eccentrico (gestisce un nightclub).

Laura Donnelly e Ann Skelly in The Nevers
Laura Donnelly e Ann Skelly in The Nevers
La trama

Nell’Ottocento uno strano fenomeno stravolge le vite dei protagonisti trasformando alcuni esseri umani in “toccati”, creature con abilità fuori dal comune che il resto del mondo teme e ostracizza. Amalia (Laura Donnelly, sorella di Jamie in Outlander) si prende cura di queste anime disprezzate accogliendole in un orfanotrofio con la sua assistente Penance (Ann Skelly), un brillante inventore dalle mille risorse. La bizzarra struttura è finanziata da Lavinia (Olivia Williams), una ricca matrona che tiene tutti sotto scacco, soprattutto il fratello minore Augie (Tom Riley). Ci vivono soprattutto donne dai poteri più diversi, come la cantante Mary (Eleanor Tomlinson, star di Poldark): cacciate di casa, derise, brutalizzate e costantemente in pericolo, queste mutanti misteriose sono bersagli facili di forze oscure. Diverse da chi? La serie rappresenta una metafora potentissima di una società divisa, anzi dilaniata, da razzismo e pregiudizi. Come sempre, infatti, il fantasy si rivela un genere narrativo non solo di grande impatto visivo, ma capace di veicolare idee progressiste e innovative. Ecco perché The Nevers è una serie tv e un racconto in costume che apre infinite possibilità di lettura, mescolando sci-fi, action e romance.

Tom Riley è Augie in The Nevers
Tom Riley è Augie in The Nevers
La parola a Tom Riley

L’attore britannico, marito di Lizzy Caplan (Master of Sex), in collegamento via Zoom dal suo appartamento inglese racconta retroscena e curiosità di questo progetto surreale ed irresistibile.

In The Nevers il suo personaggio, Augie, ha un’amicizia fraterna con Hugo (James Norton), un ricco pansessuale che è il suo esatto opposto. Come avete messo in scena questo rapporto? Abbiamo speso molto tempo a parlare dei personaggi, a capire come si sono conosciuti, quali siano i rispettivi passato, cosa interessa a entrambi… e così, ad un tratto, hanno trovato il loro ritmo insieme.

Chi è davvero Augie? Un giovane timido che si sottomette al potere della sorella, che vive nella sua ombra e vive d’insicurezze. Si sente costantemente sotto giudizio e si vergogna di ammettere quello che vuole davvero.

James Norton nei panni di Hugo
James Norton nei panni di Hugo

Gli somiglia o è più sicuro di sé? Non mi sono mai comportato come lui, che tende a nascondersi da quello che prova ed è sempre rigido, un po’ come questi colletti altissimi dell’epoca, inamidati al punto da farlo sembrare un uccello impagliato.

Questa serie è un inno all’indipendenza femminile. Crede che Hollywood stia cambiando volto? È un bel passo avanti per l’industria dell’audiovisivo, perché i cambiamenti sono necessari e i passi avanti passano proprio dalla rappresentazione. Sono convinto che The Nevers susciterà dei dibattiti sociali e risveglierà le coscienze.

Perché l’epoca vittoriana piace così tanto? Perché è ancora attuale oggi, nonostante i progressi enormi che sono intercorsi dall’epoca. I progressi richiedono tempo ma guardando le conquiste del passato si capisce meglio chi siamo oggi. A quei tempi c’era una grande disparità tra come ci si sentiva dentro e come si veniva rappresentati all’esterno. Vi ricorda qualcosa?

Oggi si tende a fare il processo alle serie tv che si discostano dalla verità storica. Cosa ne pensa? La fiction per sua natura romanza la realtà, quindi non ci si dovrebbe scandalizzare per alcune inesattezze. In questo caso, poi, siamo davanti ad una realtà alternativa, un racconto fantasy, che mescola fatti realmente accaduti a tutta una serie d’interrogativi su come sarebbero andate realmente le cose se qualcosa fosse andato diversamente.

Preferisce seguire un copione alla lettera o improvvisare? In questo caso prima di girare l’episodio pilota abbiamo fatto molte prove. Per la maggior parte si trattava di lunghe chiacchierate tutti insieme per confrontare le varie idee. Comunque prima che salissi a bordo del progetto le sceneggiature erano già pronte, ma comunque ho trovato l’ambiente estremamente collaborativo. Non lo do per scontato perché non sempre le idee del cast vengono prese in considerazione. Invece in The Nevers ho detto la mia su tutto, dai dialoghi al guardaroba, anche se le scene erano talmente ben scritte da prendere letteralmente vita dalla pagina.

The Nevers
The Nevers

Le riprese di The Nevers sono state interrotte per via del Covid-19, com’è andata la ripresa? È cambiato il mondo in cui avvengono le riprese, il che ha rappresentato una bella sfida. Quando siamo tornati in scena abbiamo fatto le stesse cose, ma a distanza, con più guanti e mascherine, meno gente nella stanza e un’atmosfera diversa, priva di quel caos allegro che si percepiva prima. Ecco, quell’energia mi manca, ma per fortuna ci conoscevamo tutti bene e abbiamo condiviso la pressione al meglio delle nostre possibilità.

Non è la prima volta che si cimenta in una serie in costume. Anche per DaVinci’s Demons ha fatto un salto indietro nel tempo… Augie è molto diverso da Leonardo, un personaggio fuori dall’ordinario, un genio assoluto che vola di fantasia ma hanno in comune il desiderio di libertà e la sensazione, invece, di essere sempre in gabbia. Ma per me resta incredibile cambiare pelle e cimentarmi in personalità tanto lontane l’una dall’altra.

Quanto è diverso interpretare un personaggio reale rispetto ad uno inventato? Quando devo vestire i panni di un uomo realmente esistito divento meticolosissimo nelle ricerche, leggo di tutto, studio qualunque cosa e non smetto mai d’informarmi.

Si considera un perfezionista? Lo sono eccome, ho standard elevatissimi e non mi sembra mai di essere abbastanza. Se a questo si aggiunge una curiosità sconfinata allora il gioco è fatto.

Com’è arrivato il pallino per la recitazione? Nessuno a casa mia fa l’attore, anzi tutti hanno sempre pensato che il mondo dello spettacolo fosse una sciocchezza. Io ho scoperto il mondo dell’arte quando per la prima volta, a sei anni, sono salito sul palcoscenico per una recita. E da lì non ho più smesso.

Qual è la lezione più grande che ha imparato sul set? Con il tempo ho capito che gli errori sono inevitabili, ma con la maturità impari a gestirli.

Amate le serie ambientate in Gran Bretagna? Ecco la playlist per voi
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Classici come Sherlock, successi come The Crown e gialli atipici come Broadchurch: i britannici ci sanno fare con le serie tv. Ecco una lista di 5 imprescindibili titoli
Laura Donnelly interpreta Amalia
Laura Donnelly interpreta Amalia


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Ho sentito, scritto, parlato di qualsiasi dieta. Ho trattato in almeno 5 modi diversi la dieta detox (la più cercata, gettonata, abusata), ma raramente - azzarderei un mai - ho parlato con qualcuno entusiasta di mettersi “a regime”. 

PARIS, FRANCE - FEBRUARY 25: Alexandra Lapp is seen walking around Paris with French Baguette wearing Jeans Jane Flare from Celine, double breasted trench coat from Valentino, Bottega Veneta Padded Cassette leather bag in light blue - all from Breuninger during Paris Fashion Week - Womenswear Fall/Winter 2020/2021 : Day Two on February 25, 2020 in Paris, France. (Photo by Christian Vierig/Getty Images)
Health Focus
Dieta detox: tutti i falsi miti da sfatare 
Il grande classico del periodo post natalizio è un regime alimentare fatto di limitazioni. O forse no?

Scrivo qui in prima persona perché questa cosa mi è successa (di persona appunto) qualche settimana fa. Era metà marzo infatti quando ho parlato al telefono con una felicissima Paula Cademartori. Nata in Brasile, trasferitasi in Italia nel 2005, per molti è la designer di accessori unici e coloratissimi perché, come lei stessa ammette, “le sfumature della foresta tropicale hanno lasciato un marchio indelebile sulla mia immaginazione”. 

Paula Cademartori
Paula Cademartori

La prima cosa che ti colpisce di Paula è la joie de vivre che traspare in tutto: dalla sua voce alla sue collezioni compresa La Volta collection per Supernovas, una linea di oggetti per la casa in materiale 100% riciclato e 100% riciclabile. 

Paula è un'entusiasta certo, ma anche una donna impegnata, a tratti stressata, che spesso ha dovuto rinunciare - per mancanza di tempo - alla cura della propria alimentazione. “Mangiavo male e quello che capitava, soprattutto quando ero nel pieno della creazione di una collezione”, racconta “Con il tempo ho quindi preso peso e perso le buone abitudini come cucinare e prendermi cura della mia salute”. 

Una riscoperta, quella del benessere, che oggi passa per la Clínica Seven: una clinica (appunto) nata in Brasile 10 anni con più di 30mila pazienti provenienti da 60 Paesi diversi e che oggi vanta anche due sedi virtuali negli Stati Uniti, a New York e Miami. “Me ne ha parlato per la prima volta un'amica in menopausa che è riuscita a tornare al suo peso forma senza sforzo e con il sorriso". 

La sede della Clìnica Seven a San Paolo
La sede della Clìnica Seven a San Paolo

Una magia insomma, ma come funziona? “Ogni settimana parli con una nutrizionista che segue il tuo percorso e i tuoi obiettivi: ti sprona a incoraggia anche quando hai sgarrato oppure non hai raggiunto il risultato sperato”, spiega Paula. “Per me è stato fondamentale perché non mi ha fatto sentire abbandonata”. 

(Ovviamente, a causa della pandemia mondiale, Clìnica Seven ha rafforzato il suo sistema di visite virtuali operando così in 60 paesi senza bisogno della “presenza”, ndr) 

“In più”, aggiunge “Il piano alimentare è studiato sulle tue abitudini, su quello che ti piace e ti fa stare bene. A me ha insegnato anche un metodo, mi ha reso una persona organizzata, dalla spesa alla realizzazione di un piatto. Senza contare che mangio tutte le mattine il burro di arachidi e la sera, dopo cena, non rinuncio mai a banana e cioccolato. Tutti alimenti che adoro. Insomma, ho perso 10 chili in 3 mesi e non sono mai stata meglio”. 

A quanto pare la Clínica Seven ha un metodo che funziona. Sì ma come? Per capirlo al meglio abbiamo parlato anche con Paula Dabus, Marketing Manager della Clinica.

Qual è il vostro obiettivo?

“Migliorare le abitudini alimentari per una vita migliore e più sana. Il nostro è un metodo che ha come obiettivo quello di perdere peso ma senza recuperarlo una volta finita la dieta. Alla base di tutto c'è il piano alimentare certo, ma anche un blend di amminoacidi - Aminoseven - che aiuta a perdere solo il grasso salvaguardando i muscoli durante un regime alimentare. Non solo: aiuta a mantenere il metabolismo attivo. Alla fine non si è solo più in forma ma anche la digestione migliora così come il sistema immunitario”.

Il blend di aminoacidi Aminoseven
Il blend di aminoacidi Aminoseven
Il megnesio di Clìnica Seven
Il megnesio di Clìnica Seven
Il Polivitaminico di Clìnica Seven
Il Polivitaminico di Clìnica Seven
Il menu è personalizzato in base alle esigenze e alle abitudini? 

“Sì assolutamente: teniamo conto della persona che abbiamo davanti. Viaggia? Va in palestra? Cosa ama mangiare? Ma anche la provenienza è importante per stabilire quali alimenti ha a disposizione con maggiore facilità”. 

Una volta finita la dieta, come si fa a non prendere più peso?

“Si tratta di un processo graduale: noi diciamo che ci sono due fasi. La prima è per perdere peso, la seconda può avere a che fare con il mantenimento come con nuovi obiettivi come per esempio essere più tonici. Gli appuntamenti in questa fase si diradano - da una settimana a 15 giorni - e servono per rafforzare le abitudini come, per esempio, gestire un periodo di stress improvviso”. 

Avete un programma per le donne in gravidanza/ allattamento?

“Sì e sono molto speciali. Per la gravidanza infatti teniamo conto dello sviluppo del bambino nella pancia: quando si sviluppa il cuore, i polmoni, si rafforzano le ossa. L'alimentazione viene studiata anche in base a questo. Durante l'allattamento invece aiutiamo le neo mamme a ritrovare il peso in modo sano ed efficace con la massima attenzione per la buona crescita del bambino, periodo delle coliche incluso”.

Ma come si fa a partecipare al “programma Seven”?

“Scrivete direttamente sul sito www.sevenclinicglobal.com. Facile no?”

La Clìnica Seven partecipa a un'importante iniziativa per combattere la fame in Brasile: per ogni chilo perso dai pazienti, Seven dona un chilo di cibo alla ONG Food Bank. Al momento sono stati donati più di 200 tonnellate di alimenti.  



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Il fotografo Petros e la stilista Ines Bizarro vi presentano un'esplosione di moda decostruita, colorata e gioiosa. Giocare con le trame, i modelli e la forma della stratificazione è davvero una gioia per gli occhi e un teaser perfetto per la stagione primaverile estiva.

Fotografo: Petros  Petros è un fotografo di moda e un direttore artistico, vive a Londra, e ha un background in belle arti. L'arte e la moda si mixano nel suo lavoro per creare immagini fashion davvero iconiche. I suoi lavori sono stati pubblicati da VOGUE, Numero, ELLE, L'officiel e molte riviste indipendenti.

Stylist: Ines Bizarro Inês Bizarro è una stylis portoghese che vive a Londra. Ha studiato Womenswear Design al London College of Fashion, dove ha sviluppato un amore per lo styling e il lato immagine della moda. Ha maturato esperienza assistendo diversi stylist ai vertici del settore. Attualmente è Junior Fashion Editor presso le riviste HERO e HEROINE

TEAM CREDITS FOTOGRAFO: Petros Studio @petrosstudio  STYLIST: Ines Bizarro @inesbizarro MODELLA: Clementine @clementinechalfant CASTING: Tide Casting @tidecasting HAIRSTYLE: Tommy Taylor @tommytaylorhair @stellacreativeartists  MAKE UP: Amy Conley @amyconleymakeup @stellacreativeartists

A sinistra. Gilet Ahluwalia, top  Rowing Blazers, cintura Aries, top (indossato intorno alla vita) Aries, gonna Petar Petrov, boots Jimmy Choo x Marine Serre, due anelli (mano destra) Räthel & Wolf e Emily Frances Barrett, anello (mano sinistra) Räthel & Wolf.
A destra. Polo Rowing Blazers, abito J. Nana Park, pantaloni Ahluwalia, scarpe Christian Louboutin. Anelli (sulla mano destra) Räthel & Wolf e Emily Frances Barrett. Anelli (mano sinistra) Räthel & Wolf, orecchini Räthel & WolfVOGUEbyPETROS1.jpg
A sinistra. Gilet Ahluwalia, top  Rowing Blazers, cintura Aries, top (indossato intorno alla vita) Aries, gonna Petar Petrov, boots Jimmy Choo x Marine Serre, due anelli (mano destra) Räthel & Wolf e Emily Frances Barrett, anello (mano sinistra) Räthel & Wolf. A destra. Polo Rowing Blazers, abito J. Nana Park, pantaloni Ahluwalia, scarpe Christian Louboutin. Anelli (sulla mano destra) Räthel & Wolf e Emily Frances Barrett. Anelli (mano sinistra) Räthel & Wolf, orecchini Räthel & Wolf
Petros StudioBra Agent Provocateur, shirt: 1. shirt vintage 2. shirt Rowing Blazers 3. shirt vintage 4. shirt Rowing Blazers 5. shirt Shek Leung; shorts Oh Lydia Intimates, anelli (sulla mano destra) Räthel & Wolf Ring ed Emily Frances Barrett, anello (mano sinistra) Räthel & Wolf, orecchini Räthel & WolfVOGUEbyPETROS2.jpg
Bra Agent Provocateur, shirt: 1. shirt vintage 2. shirt Rowing Blazers 3. shirt vintage 4. shirt Rowing Blazers 5. shirt Shek Leung; shorts Oh Lydia Intimates, anelli (sulla mano destra) Räthel & Wolf Ring ed Emily Frances Barrett, anello (mano sinistra) Räthel & Wolf, orecchini Räthel & Wolf
Copyright 2021. All rights reserved.Harness by Agent Provocateur Top stylist’s own Bra by What Katie Did Boots by Jimmy Choo Ring (right hand) by Räthel & Wolf Ring (right hand) by Emily Frances Barrett Rings (left hand) by Räthel & Wolf Earring by Räthel & WolfVOGUEbyPETROS3.jpg
A sinistra. Top Colville, tuta Daisy Suhwoo Park, pantaloni Lauren Ibbs, scarpe Christian Louboutin, collana (indossata come bracciale) MASS, anelli (mano destra) Räthel & Wolf Ring ed Emily Frances Barrett, anello (mano sinistra) Räthel & Wolf, orecchini Räthel & Wolf.  A destra. Harness Agent Provocateur, top della stylist, bra What Katie Did, boots Jimmy Choo Ring (right hand) by Räthel & Wolf Ring (right hand) by Emily Frances Barrett Rings (left hand) by Räthel & Wolf Earring by Räthel & Wolf
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Romanticissime maniche a sbuffo spuntano dal giromanica dei vestiti della primavera estate 2021: un dettaglio della modellistica, una costruzione sartoriale che a tutti gli effetti è diventata una delle maggiori tendenze delle ultime stagioni.

Espressione di un'idea moda che fa eco al tempo passato, ricordando le bluse dei primi del '900, così le maniche a palloncino prendono volume grazie alla leggerezza dei tessuti: la scelta, però, ricade su materiali che hanno corpo, come il cotone, per creare quelle costruzioni armoniose e iper femminili. 

Espressione di un minimalismo audace, a volte barocche nelle volute di tessuto, le maniche a sbuffo diventano le protagoniste dei vestiti più romantici, facendo sognare pic-nic all'ombra, gite in bicicletta in riva al fiume e passeggiate tra i campi. Non manca la connotazione più audace: l'ampio sbuffo si fa notare e, anche nella sua estrema semplicità sartoriale, mostra un'idea interessante di femminilità forte e consapevole che non ha bisogno di elementi maschili per esprimersi.

I vestiti dotati di maniche puffy, baloon o gigot o più semplicemente a palloncino hanno solleticato la nostra curiosità e, così, non ci accontentiamo di bluse e micro-top, facendo capolino sui pezzi unici. Un dolce revival che per l'estate 2021 viene completato da sandali strappy, maxi orecchini e borse di paglia.

Cecilie BahnsenRodarteErdemZara& Other StoriesAnaakJonathan SimkhaiRhodeZimmermannBatshevaMangoSeaRotate


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Cosa, in fondo, può ricordare più da vicino le crepe della terra e la luce dell’atmosfera se non questo spazio di vetro e cemento, così serenamente brutalista, nel cuore di West London? Reminiscenza ben piantata, viene da pensare, di un padre geologo che per anni l’ha educato all’arte incantata del collezionismo, portando a casa da tutto il mondo oggetti, mobili, ceramiche, minerali. In principio Kim Jones – direttore creativo di Fendi e Dior Homme dopo gli anni da Dunhill e Louis Vuitton – era alla ricerca di una palazzina georgiana, per innestare il suo gusto tra stucchi e torrette tonde, oppure ottagonali. Poi, la fascinazione per certi spazi postindustriali ammirati nei viaggi a Los Angeles ha scavato più forte, cristallizzandosi nell’incontro con questa dimora da ottocento metri quadrati progettata nel 2006 da Gianni Botsford Architects in un backside garden di Notting Hill, subito vincitrice del RIBA International Award e dell’AIA Excellence in Design Prize.

La grande libreria a tutta parete che domina il salone. Sugli scaffali realizzati seguendo un progetto di Jean Prouvé, Jones ha raccolto vere rarità editoriali, come l’unica copia mai stampata del magazine Studio 54, una prima edizione di On the Road di Jack Kerouac, una copia di anteprima di Howl di Allen Ginsberg. «Ho cominciato a mettere in ordine», dice Jones. «È un work in progress».
La grande libreria a tutta parete che domina il salone. Sugli scaffali realizzati seguendo un progetto di Jean Prouvé, Jones ha raccolto vere rarità editoriali, come l’unica copia mai stampata del magazine Studio 54, una prima edizione di On the Road di Jack Kerouac, una copia di anteprima di Howl di Allen Ginsberg. «Ho cominciato a mettere in ordine», dice Jones. «È un work in progress».
Jackie NickersonSulla carta da parati Rousseau dipinta a mano, di de Gournay, un quadro di Alex Foxton.
Sulla carta da parati Rousseau dipinta a mano, di de Gournay, un quadro di Alex Foxton.
Jackie Nickerson

«Casa, per me, rappresenta uno spazio protetto dove trovare la calma della mente lontano da tutto e da tutti. Qui, ho sentito un’energia che potrei definire soltanto zen», dice Jones, col suo accento rotondo da “The Crown”, seduto in punta a un divanetto basso e dando le spalle a una galleria di dipinti sistemati sia sopra sia di fianco al caminetto, con tele di Roger Fry fino alla “Mrs Hallowday” di Duncan Grant, pittore e designer di tessuti, nonché compagno dell’economista più importante del secolo scorso, John Maynard Keynes. Poco oltre, vicino alla scala a chiocciola che porta ai livelli superiori, uno dei ventisei ritratti che tra il 1916 e il 1917 Henri Matisse dedicò a Loreta Arpino, modella italiana di umili origini ciociare da lui soprannominata Laurette, che nel dipinto di Jones ha i capelli raccolti e uno scialle verde sulle spalle. Dice il designer: «L’istinto per il collezionismo l’ho ereditato dai miei genitori, compresi i libri tanto amati da mia madre e i tappeti portati da papà. Mi percepisco come un custode dell’arte. E mi interessa molto cosa accadrà dopo, come renderla accessibile in futuro a un pubblico il più ampio possibile».

La scala che porta al grande salone con camino. Nonostante il massiccio impiego di metallo, vetro e cemento, i vasti ambienti e gli alti soffitti che caratterizzano gli ottocento metri quadrati dell’edificio modernista, progettato da Gianni Botsford Architects nel 2006, possiedono una magnificenza mai fredda. A dispetto delle considerevoli dimensioni, la costruzione è pressoché invisibile all’esterno.
La scala che porta al grande salone con camino. Nonostante il massiccio impiego di metallo, vetro e cemento, i vasti ambienti e gli alti soffitti che caratterizzano gli ottocento metri quadrati dell’edificio modernista, progettato da Gianni Botsford Architects nel 2006, possiedono una magnificenza mai fredda. A dispetto delle considerevoli dimensioni, la costruzione è pressoché invisibile all’esterno.
Jackie NickersonLa piscina che corre longitudinalmente all’interno dell’abitazione. L’acciaio è ampiamente presente anche nella cucina e nel bagno.
La piscina che corre longitudinalmente all’interno dell’abitazione. L’acciaio è ampiamente presente anche nella cucina e nel bagno.
Jackie Nickerson

Un afflato, ricorda scherzosamente, iniziato da bambino raccogliendo le figurine dei protagonisti di “Star Wars”. Poi raffinato in età adulta con l’amore per le ceramiche e i libri, che accoglie sugli scaffali monumentali che vestono i muri della casa. «Sono in gran parte prime edizioni autografate, tra cui volumi di Virginia Woolf e altri scrittori legati al Bloomsbury Group», racconta, ribadendo il sentire che lo lega al gruppo di artisti nato a metà Ottocento intorno a Cambridge e al King’s College di Londra, esploratori tenaci delle nuove frontiere della sessualità, del pacifismo e dell’armonia sociale, cui di recente ha reso omaggio nel suo debutto alla guida della maison Fendi. Intellettuali che, diceva la poetessa Dorothy Parker con iperbole elegante e allusiva quanto intraducibile, «lived in squares, painted in circles and loved in triangles».

Sul tavolo: ceramiche del vasaio sudafricano Hylton Nel; dipinto di Peter Doig; scatola realizzata negli Omega Workshops; tartaruga in bronzo di François-Xavier Lalanne. Sul ripiano inferiore del tavolo, altre ceramiche di Hylton Nel.
Sul tavolo: ceramiche del vasaio sudafricano Hylton Nel; dipinto di Peter Doig; scatola realizzata negli Omega Workshops; tartaruga in bronzo di François-Xavier Lalanne. Sul ripiano inferiore del tavolo, altre ceramiche di Hylton Nel.
Jackie NickersonDue tele di Alex Foxton, designer del menswear di Dior da pochissimi anni, e totalmente da autodidatta, approdato alla pittura. Il suo successo è stato immediato: due personali sold-out e un importante parterre di collezionisti in costante aumento, conquistati da un tratto e un uso del colore di forte impatto e originalità.
Due tele di Alex Foxton, designer del menswear di Dior da pochissimi anni, e totalmente da autodidatta, approdato alla pittura. Il suo successo è stato immediato: due personali sold-out e un importante parterre di collezionisti in costante aumento, conquistati da un tratto e un uso del colore di forte impatto e originalità.
Jackie Nickerson

(Continua)

In apertura: la copertina del numero di aprile di Casa Vogue. Nella foto si vede il camerino della casa di Kim Jones, a Londra; alla parete, Paloma Picasso in YSL Couture, di Antonio Lopez. Foto di Jackie Nickerson.

Leggete l’articolo integrale di Raffaele Panizza e sfogliate il servizio fotografico di Jackie Nickerson sul numero di aprile di Casa Vogue, in edicola con Vogue Italia


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Prima di fake news, sorveglianza di massa, dittatura dei like e profilazione selvaggia, la retorica che circolava sulla rete era tutta sotto il segno di un ottimismo quasi insolente. Per i tecnoutopisti californiani, internet ci avrebbe portato per mano in un mondo nuovo, radicalmente libero. Ora si sa che non è andata proprio così. Ma esplorando le piattaforme delle community di cryptoarte si percepisce subito una vibrazione familiare. È l’eco dell’entusiasmo e delle speranze che un tempo si associavano a internet in quanto tale, e che qui si riferiscono, più prosaicamente, a un suo strumento: l’NFT. Il “Non-Fungible Token” è una tecnologia in grado di trasformare jpg, video o anche semplici tweet in entità digitali uniche, verificate, tracciabili. Tutto questo grazie all’utilizzo del blockchain, una sorta di registro digitale cronologico non modificabile all’interno del quale ogni transazione, una volta scritta, non si può cancellare né alterare.

L’NFT è insomma una sorta di “certificato di proprietà digitale” che, garantendo autenticità e registrando i passaggi di mano, rende le opere cui è associato perfetti oggetti da collezione – un po’ come una stampa fotografica autenticata dall’artista. Le opere di cui parliamo, essendo digitali, rimangono comunque fruibili in rete da chiunque, ma acquistarle significa diventare titolari di una copia originale, “vera”. È un mondo ai primi vagiti, con tutte le zone d’ombra che questo comporta, ma si può provare a farlo raccontare a chi già lo abita.

«Sono entrato nel mondo NFT da poco», spiega l’artista Andre Oshea, «ma la cosa cui più somiglia è un tweet che dice: “Forse i veri NFT sono le amicizie che abbiamo coniato lungo la strada”». Nel meme originale al posto di NFT c’è la parola “tesoro”, e fa capire come una nuova generazione di artisti consideri sia il potenziale dei Non-Fungible Token, sia la community che si è formata attorno. Continua Oshea: «È una battuta, ma la profonda connessione con altri artisti e collezionisti è vera. È come se nei wallet (i portfolio virtuali che le piattaforme mettono a disposizione degli acquirenti, ndr) non finissero solo le tue opere, ma anche una parte di te». Può essere che l’esplosione NFT sia un altro effetto collaterale della trasmigrazione di massa nel virtuale che ha segnato gli ultimi mesi e, trattandosi pur sempre di arte, può darsi che sulle cifre esorbitanti raggiunte ultimamente da memi (Nyan Cat), opere create da algoritmi (i CryptoPunk), o collage jpg (Beeple, venduto da Christie’s) si allunghi l’ombra della speculazione. Ma che l’NFT stia uscendo dalla sua nicchia è innegabile.

«Senza la comunità di veri appassionati che ci sta dietro», racconta l’artista Samy La Crapule, «la cryptoarte non avrebbe mai potuto avere successo. Spesso sono artisti che non si sentivano rispettati – o pagati – abbastanza nel proprio lavoro, e che nell’NFT hanno trovato una vera alternativa. L’era dell’artista solitario e individualista è finita. È arrivato il momento della condivisione».

«È l’egualitarismo di internet, no?», dice Jonathan Perkins, cofondatore di SuperRare, una piattaforma social per il cryptocollezionismo. «Prendi un mercato elitario ed esclusivo come quello dell’arte, e dai il con- trollo all’artista: scoppierà la rivoluzione». L’utilizzo del blockchain non solo crea, in teoria, un ambiente completamente trasparente ma, soprattutto, sopprime la mediazione. Lo spiega l’artista Sasha Katz: «Il vero miracolo è l’assenza di intermediari. Artista e collezionista interagiscono direttamente. E non solo: tra cryptoartisti è molto comune collezionarsi a vicenda, per supportarsi. Ricordo quanto ero preoccupata quando ho coniato il primo NFT, e quanto ha significato per me la prima vendita».

Parlando con i cryptoartisti si ha la percezione di una consapevolezza comune: l’ecosistema che hanno creato, e che li nutre, va curato e difeso, a tutti i costi. «Ormai esistono grant e fondi che finanziano i primi drop (per coniare un NFT va pagata una “tassa di conversione”, ndr), e il fatto che l’artista guadagni una percentuale perpetua su tutte le successive vendite della propria opera cambia in profondità le regole del gioco», spiega l’artista Blake Kathryn. «Le limitazioni geografiche diventano completamente obsolete. Il livello di partenza è molto più equo. C’è davvero una sensazione tangibile, se non di liberazione creativa, almeno di sollievo».

Se per molte cose il mondo NFT si differenzia da quello reale, un certo tipo di dinamiche però lo ricalcano. Come racconta Iris Nevins, fondatrice della media company Black NFT Art, che vuole amplificare le voci nere nel mondo crypto: «La nostra società è strutturata in modo tale che anche quando si presenta una nuova opportunità, i primi ad accedervi sono solitamente i maschi bianchi. E questo vale anche per i drop NFT. Per questo sto costruendo una piattaforma che non solo supporti i tantissimi artisti neri di talento, ma assicuri anche un senso di comfort, di comunità».

Nel 1996 John Perry Barlow aveva stilato la Dichiarazione di Indipendenza del Cyberspazio, che preannunciava la creazione di una nuova civiltà virtuale, senza corpi o confini, libera da ogni tirannia. Nel frattempo si è capito che anche le forme più nuove di liberazione hanno seguito uno schema antico, trasformandosi, spesso, nell’ennesima forma di sfruttamento. Vedremo come andrà stavolta. Magari la tecnologia NFT rivoluzionerà davvero il mondo dell’arte, rendendolo più trasparente, giusto, libero. La speranza c’è. E mal che vada, potremmo sempre scambiarci CryptoKitties. English Text: NFT Art Communities NFT are booming. But the most interesting things about them are, maybe, the communities that are flowering around them. Before fake news, mass surveillance, the dictatorship of likes and rampant profiling, the rhetoric about Web was all in a spirit of an almost bumptious optimism. Californian techno-utopians claimed the internet was going to lead us by the hand into a new, radically free world.

Now we know all this is far from the case. But if you explore the platforms of crypto art communities you immediately get a familiar, old vibe. It’s an echo of the enthusiasm and hopes once associated with the internet as such. Here they fixate, more prosaically, on one of its instruments: the NFT.

The “non-fungible token” is a technology capable of transforming jpgs, videos or even simple tweets into unique, verified, traceable digital entities. All this through the use of the blockchain, a non-modifiable chronological digital register in which each transaction, once inscribed, cannot be cancelled or altered.

The NFT is a sort of "digital certificate" that guarantees authenticity and records every change of ownership, making the works associated with it perfectly collectible - rather like a photographic print authenticated by the artist. The artworks we’re talking about, being digital, can still be viewed or downloaded on the web by anyone, but buying them means becoming the owner of an original,  authentic copy. It’s a world still in its infancy, with all the grey areas this entails, but we can try to find out about it from someone who already lives there.

"I got into the NFT world recently," explains artist Andre Oshea, "but the thing it most resembles is a tweet that says: ‘Maybe the real NFT was the friends we made along the way’.” The original meme, instead of NFT, contained the word "treasure", and it shows how a new generation of artists sees both the potential of non-fungible tokens and the community that has grown up around them. Oshea continues: “That’s a joke of course, yet the close ties with other artists and collectors is real. It’s as if not just your works but also a part of you end up in the wallets” (the virtual portfolios that platforms supply to collectors - ed.). 

The NFT explosion could be another side effect of the mass transmigration into the virtual of the last few months. And while still being art, the exorbitant sums recently paid for memes (Nyan Cat), works created by algorithms (the CryptoPunks), or jpg collages (Beeple, sold by Christie's) could well be a bubble driven by speculation. But that NFT is emerging from its niche is undeniable.

"Without a community of true enthusiasts behind it," says the artist Samy La Crapule, "crypto art could never have been successful. Often they’re artists who didn’t feel respected - or paid - enough in their work, and have found a real alternative in NFTs. The age of the artist as solitary individualist is over. The time for sharing has arrived.”

"It's the egalitarianism of the internet, isn't it?" says  Jonathan Perkins, co-founder of SuperRare, a social platform for crypto collecting. "Take an elitist and exclusive market like art, give the artist control and you’ve got a revolution.” The use of the blockchain not only creates, in theory, a completely transparent environment but, above all, it suppresses mediation. The artist Sasha Katz explains this point: "The real miracle is the absence of intermediaries. Artist and collector interact directly. And then it’s common for crypto artists to collect each other, they support each other. I remember how worried I was when I coined my first NFT, and how much that first sale meant to me.”

When you speak to crypto artists, you feel they share the same awareness. The ecosystem they have created and that nurtures them needs to be tended and defended at all costs. "Now there are grants and funds that finance the first drops (a ‘conversion fee’ has to be paid to mint an NFT - ed.), and the fact that the artist earns a perpetual percentage on all subsequent sales of their work profoundly alters the rules of the game,” explains artist Blake Kathryn. “Geographical restrictions become completely obsolete. It’s a more level playing field. There really is a tangible feeling, if not of creative liberation, then at least of relief.

While the NFT world differs in many ways from the real one, it does reproduce some of its distortions. Iris Nevins, founder of the media company Black NFT Art, points out one flaw. She wants to amplify black voices in the crypto world but, "Our society is structured in such a way that even when a new opportunity arises, the first to get into it are usually white males. And this applies to NFT drops like much else. That’s why I’m building a platform that not only supports the many talented black artists, but also ensures a feeling of comfort, of community.”

In 1996 John Perry Barlow drafted the Cyberspace Declaration of Independence, heralding the creation of a new virtual civilisation, without bodies or borders, free from all tyranny. Since then it has become clear that even the newest forms of liberation have followed ancient patterns, often turning into yet another form of exploitation. We'll see how it goes this time. Maybe NFT technology will really revolutionise the art world, making it more transparent, free and fair. There is hope. And however badly things turn out, we can always trade CryptoKitties.



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